Storia del Softair
Storia del Softair 
(dalle origini ai giorni nostri)


Tutto cominciò durante una pausa pranzo di alcuni boscaioli Americani. Uno di loro, che aveva un marcatore a vernice rossa utilizzato per segnalare gli alberi da tagliare, per scherzo sparò una palla di vernice verso un suo compagno; a quest'ultimo non parve vero rispondere con lo stessa sistema al collega. Questo botta e risposta coinvolse anche gli altri e degenerò nel primo scontro di Paint-Ball (primi anni '80).

Trovata la cosa molto divertente i boscaioli decisero di ritrovarsi per sfidarsi ancora fino a che il divertimento si diffuse fino a divenire il Wargames che tutti conosciamo adesso. Ora quei marcatori sparano con un getto di aria una pallina calibro 12 piena di vernice colorata alla velocità di 150 m/sec. Questo significa vivere un'esperienza alquanto dolorosa se si viene colpiti.

In Giappone, dove è nato il Softair, non era possibile usare quel tipo di strumenti per giocare e qualcuno pensò di usare delle armi giocattolo che sparassero dei piccoli pallini del tutto innocui. I primi modelli sparavano dei pallini di plastica (di varie dimensioni) tramite un pistone a molla con modeste velocità e gittata in modo da essere considerati veri e propri giocattoli dalla "rigida" legislazione giapponese. Quando i primi produttori si accorsero che i modelli erano sempre più richiesti i fabbricanti decisero di rendere omogenee queste repliche e di istituire un organismo chiamato ASGK. I suoi compiti fondamentali erano:
· Controllare la legalità dei modelli giocattolo;
· Unificare gli standard di realizzazione con particolare attenzione al calibro e ai materiali;
· Concordare una differenziazione produttiva in modo da non farsi concorrenza;
· Stabilire che il proiettile deve essere del diametro di 6 mm.



IL VERO SOFTAIR

Il SoftAir nasce in Giappone negli anni '80 e conquista un pò tutto il mondo all'inizio degli anni '90.
In Italia iniziano a sorgere i primi Club, formati solitamente da non più di una decina di persone. Le prime repliche di armi importate sono soprattutto pistole a molla ed a gas a cui seguono i primi modelli di ibridi (gas + molla) come il Walther MPL.
Il primo fucile ad essere commercializzato è il FAMAS della Legione Straniera ed è probabilmente la replica tutt'oggi più venduta. In rapida successione iniziano ad essere importati sempre più modelli rendendo il SoftAir sempre più popolare.
Televisione e giornali iniziano ad accorgersi di questa nuova moda ma non comprendendola la demonizzano cercando di far apparire i giocatori di Softair come guerrafondai o bimbi mai cresciuti. Sia sulle reti private sia su quella pubblica, sia nei telegiornali come nelle trasmissioni televisive generalistiche il Softair appare come il gioco di alcuni fanatici paragonabili ai normali guerriglieri che fanno della guerra la loro vita.
Parallelamente le riviste del settore armi dedicano una o più pagine allo sport, però in modo positivo, anzi addirittura in modo molto professionale con schede tecniche e prove come per le migliori armi reali.
Nascono anche le prime pseudo Federazioni, in primis la FISAIR poi scomparsa a causa di problemi economici. A seguire l'ASNWG e la FISA. Di queste ultime due solo la prima è tutt'ora esistente e funzionante poichè anche la FISA ha dovuto cedere alle scarse adesioni e consensi, nonostante l'iniziale potenzialità dimostrata. L'ASNWG è attualmente l'unica Associazione/Federazione che raggruppa molti club d'Italia.
E' in questi anni che il Softair muove i primi passi verso il riconoscimento da parte degli organi sportivi nazionali. Attenzione però, non si tratta di riconoscimenti reali o ufficiali da parte dei grandi organi come il CONI bensì dell'accettazione dell'attività del Softair all'interno di associazioni e/o organi nazionali affiliati o riconosciuti dal CONI come enti sportivi dei quali il Softair tenta di assorbirne l'ufficialità di riflesso.
Negli ultimi anni il numero di club è aumentato esponenzialmente ed ultimamente il Softair gode di un rinato entusiasmo trasportato forse anche da Internet dove i club on-line spuntano (o muoiono) ogni mese come funghi.

 


   

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